Aveva proprio
ragione il mio amico Giovanni a dirmi, già parecchi anni orsono, che non c’era
nessuna differenza fra “ gli abili e i non “.-” Tutto dipende da come ognuno di
noi valuta e sente con più o meno intelligenza d’animo la realtà”.- E quando lo
portammo sottacqua nell’allora
“non” Area Marina , in quel mare blu cobalto di Plemmirio, lo vedemmo fluttuare
libero da qualsiasi pregiudizio e prestanza fisica. Ed allora, ci venne in mente
l’idea di aprire l’immensità delle acque marine anche a ragazzi che, come lui,
soprattutto in passato, furono biasimati e considerati solo con motivo di mera
ed ingannevole commiserazione. Così sfatando i falsi pregiudizi, abbiamo voluto
creare un progetto tanto ambito quanto importante da realizzare.
Il mare alla
portata di tutti, è il mare dell’Area Marina Protetta di Plemmirio, il nostro
mare , per gli amici non abili, per i nostri bambini, le categoria
fino ad ora trascurate e volutamente dimenticate.
Siamo scesi sottacqua con Mario, un
ragazzo non vedente, entusiasta, e per l’immersione, e per l’organizzazione e
per l’assistenza professionale ed impeccabile dei Diving di Siracusa. Mi dice
Mario: “ ho visto i colori del vostro mare, ho sfiorato i verdi cespugli di
posidonia fluttuanti, ho accarezzato le braccia “purpuree” delle stelle marine,
ho sentito i riflessi abbaglianti dei raggi del “sole subacqueo” – Ed aggiunge:
però, la prossima volta , andiamo un po’ più profondi, magari a vedere qualche
bel pescione! “ Con noi c’è pure la simpaticissima Pina, ipovedente, che
sdrammatizza la sua condizione raccontandomi delle volte che a
Napoli, sua città natale, uscendo e muovendosi senza ausilio alcuno,
di tanto in tanto prende di “petto” pali ed ostacoli vari.
– “ Non per questo mi arrendo anzi, vado pure a
sciare, aiutata da una voce amica, ma questa volta, avendo prima
scelto magari un percorso privo di intralci e soprattutto di alberi.
- “Sottacqua mi trovo totalmente tranquilla, libera di muovermi e di
girare senza pericolo alcuno, e senza ritrovarmi qualche paletto in
mezzo alla fronte.
“ Ogni volta che mi immergo e come se entrassi in
una favola, riuscendo ad essere assolutamente svincolata da ogni
cosa o pregiudizio. Su in superficie, fanno da cornice i tuffi
allegri e spumeggianti dei piccoli sub, aiutati sempre dagli
istruttori , a muovere le prime “pinne” verso il blu intenso del
mare. Cadono allora nell’oblio dell’inutile e del vano tutti i
discorsi di strumentalizzare o meno l’impresa a favore dell’uno o
dell’altro; noi ci abbiamo creduto e ci siamo arrivati fin qui. Ai
posteri “ l’ardua sentenza”.
Ed ancora, per chi non vuole scendere in acqua, c’è la possibilità di effettuare
un’immersione “all’asciutto” seguendo tutto quanto, in tempo reale in TV.
Inoltre avremo modo di sentire il “Cicerone subacqueo” che munito di maschera
gran facciale microfonata, ci spiegherà sottacqua stesso, le meraviglie ed i
segreti dei fondali di Plemmirio.
Un mare “antico”, navigato dalle flotte “bellicose” Cartaginesi, ma anche dai
legni commerciali Greci e Romani. Ed ancora oggi ne ha piena testimonianza e ne
è custode geloso, offrendoci la possibilità di rivedere sottacqua, attraverso un
itinerario archeologico, cocci e colli d’anfora ,ed ancora ordinate lignee e
ancore di varia grandezza , natura ed epoca.
Altro interesse subacqueo è dato dalla presenza delle numerose grotte scavate
dal corso del tempo nella nuda roccia bianca e calcarea. Esse con scenari
spettacolari e con i loro timidi inquilini, quali scorfani, corvine, murene e
nudibranchi, rendono ancor più suggestive e magiche le nostre immersioni.
La dove le correnti delle masse d’acqua si fanno più intense, ecco
materializzarsi come d’incanto il grosso branco di barracuda che ci
accompagnerà, con un inconsueto carosello, per tutta la durata dell’immersione.
Le sorprese continuano anche di notte. Centinaia di tentacoli in un “balletto
primordiale” si muovono aritmicamente alla ricerca disperata di cibo. Sono le
Comatule, lontane cugine delle stelle marine. Anche la folta chioma dell’Alicia
Mirabilis non disdegna banchettare al loro seguito, mentre i Cavallucci
arroccati per la codina prensile, sono pronti a risucchiare qualche innocuo
crostaceo errante nel buio.
Ma L’Area Marina non è solo mare.
Tutt’intorno, in una macchia mediterranea dominata dalla presenza della palma
nana, un proliferare di vita. Vicino al vecchio Faro del Capo, oramai sede dell’A.M.P.,
non è da escludere la presenza e l’incontro con il Martin Pescatore, il quale
trova il giusto ed apprezzabile riconoscimento “cibario” nelle acque antistanti,
abbondanti di pesce.
Non lontano, nella zona umida e salmastra dei pantani, un tempo saline,
soprattutto durante la stagione primaverile ed autunnale, potremmo assistere al
volo elegante e sinuoso dei fenicotteri rosa. E poi Siracusa, è Patria e culla
della cultura della “Magna Grecia”, presente in ogni cosa, nell’architettura,
nel teatro, nella gastronomia, nella sua gente.
I Templi che si uniscono nel connubio indissolubile e “sacrilego”
con le chiese Paleo Cristiane; le tragedie e le commedie,uniche al
mondo,
ancor oggi puntualmente
rappresentate; la cucina ed i dolci esageratamente e tragicamente
ricchi e buoni e la gente è l’apoteosi di tutto ciò.
Natura, Cultura, Miti e Racconti trovano qui il
loro naturale nutrimento e collocamento. Se non ci credete, perché
non venite a dare un’occhiata?